Un pò di storia del museo della scuola

Ogni persona ha trascorso un periodo della sua vita nei banchi di scuola: un’esperienza fondamentale per ciascuno, che ha segnato passaggi importanti, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza e dall’adolescenza alla giovinezza, spesso assolutamente determinante per il proprio sviluppo ed il proprio destino. Lì è cresciuto e si è strutturato l’amore per il sapere, si è formata la capacità di intessere relazioni con i propri coetanei, di coltivare aspirazioni e ambizioni, di fronteggiare l’insuccesso. Per ciascuno di noi, l’esperienza scolastica si sedimenta, come esperienza profonda, capace di rivelare non soltanto gli aspetti della propria vita individuale, ma anche quelli di un’epoca e di un territorio.

L’educazione, la trasmissione del sapere custodiscono i pensieri, le rappresentazioni, i valori che una generazione vuol tramandare. Guardando con attenzione all’interno del microcosmo dell’esperienza educativa, si possono osservare le trasformazioni profonde dell’identità culturale di un territorio, riconoscere gli aspetti della sua vita materiale e spirituale, cogliere i suoi tratti originali.
Il Museo della scuola di una zona alpina ha molte storie da raccontare, storie per certi aspetti simili a quelle di altre zone del nostro paese e per altri originali, che rivelano in modo emblematico i cambiamenti prodotti dai grandi eventi storici.

Ad esempio è interessante osservare la documentazione scolastica del periodo successivo al 1918, allorché avvenne il passaggio delle scuole dall’amministrazione asburgica a quella del Regno d’Italia. Dalle relazioni dei maestri, dai registri, dai temi in classe, emergono tutte le difficoltà e lo sgomento relativo alla nuova situazione storica. Se si apre un quaderno di temi del periodo fascista o uno del periodo della guerra, si possono riconoscere i tratti “istituzionali” del tempo, ma anche quelli propri delle bambine e dei bambini: privato e pubblico si intrecciano ed è possibile guardare la storia di ieri cogliendo quegli elementi che restano spesso in ombra, ma che non sono, per questo, meno decisivi.